L'Esperto risponde
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Gentilissimo avvocato,
Le porgo il seguente quesito.
La Guardia Forestale, in seguito ad un sopralluogo nella mia proprietà, sita su di una collina, mi ha notificato un verbale per aver conficcato dei paletti nel terreno, che avrebbero consentito di recintare la mia proprietà.
Preciso che, i paletti sono stati conficcati nel terreno, ma senza l’utilizzo di cemento o altro tipo di materiale.
Il succitato verbale mi contesta la violazione dell’art. 23, I° comma, DPR 380/2001 e  riporta quanto segue:“Su terreno seminato…è in fase di realizzazione una recinzione con paletti, al momento nei soli lati ovest-nord del terreno. Per la realizzazione di tale intervento edilizio non era stata richiesta SCIA”.
Cosa posso fare? E’ giusto quanto sanzionatomi? Posso impugnare il verbale? Se si….in quale modo?

Alessandro L.

In riferimento al quesito sottoposto dal signor Alessandro, premessa l'opportunità di visionare il verbale, ricordo che la Giurisprudenza amministrativa ritiene non necessaria la concessione edilizia per modeste recinzioni di fondi rustici senza opere murarie, e cioè per la mera recinzione con rete metallica sorretta da paletti di ferro o di legno senza muretto di sostegno, in quanto entro tali limiti la recinzione rientra solo tra le manifestazioni del diritto di proprietà, che comprende lo "jus excludendi alios"; occorre, invece, la concessione, quando la recinzione è costituita da un muretto di sostegno in calcestruzzo con sovrastante rete metallica (In tal senso Cons. Stato, Sez. V, 23 febbraio 2012, n. 976; Cons. Stato, Sez. V, 26-10-1998, n. 1537; TAR Veneto, n. 533/2006).
Ne consegue chel'apposizione di una recinzione in rete e paletti infissi al suolo costituisce attività di edilizia libera, non soggetta a concessione edilizia, nè a permesso a costruire. Dello stesso tenore anche la giurisprudenza di legittimità per la quale la recinzione di un fondo rustico non necessita di concessione edilizia solo nel caso in cui la stessa venga attuata con opere non permanenti; il provvedimento autorizzativo è, invece, richiesto quando venga realizzata con materiale tipicamente edilizio tra cui rientra la zoccolatura in calcestruzzo (Cass. pen., III, 41518/2010).
Per quanto attiene invece le specifiche richieste del sigor Alessandro è necessario visionare il verbale anche al fine di poter valutare la tempistica per proporre eventuale opposizione.


Avv. Donatella Rossi  

                                                                

Egregio Sig. Alessandro, le allego la sentenza Tar Lazio in materia. 

                                                                                                                                                                                                                           ABUSI EDILIZI: LA RECINZIONE DI UN TERRENO PRIVATO NON E’ UN INTERVENTO DI NUOVA COSTRUZIONE SUBORDINATO AL PREVIO RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE. NOTE A MARGINE DI TAR LAZIO ROMA, SEZ. I QUATER, SENTENZA 27 MAGGIO 2013, N. 5276  che richiamando precedenti pronunce giurisprudenziali in materia, ha precisato che: “le opere di recinzione di terreno privato non si configurano come nuova costruzione, per la quale è necessario il previo rilascio di permesso di costruire, quando, per natura e dimensioni, rientrino tra le manifestazioni del diritto di proprietà, comprendente lo ius excludendi alios o, comunque, la delimitazione e l’assetto delle singole proprietà. Tale è il caso della recinzione eseguita senza opere murarie, costituita da una semplice rete metallica sorretta da paletti in ferro, la quale costituisce installazione precaria e non incide in modo permanente sull’assetto edilizio del territorio”.

Rileva ancora il Tar Lazio, “è richiesto il permesso di costruire quando la recinzione determina una irreversibile trasformazione dello stato dei luoghi, come nel caso di recinzione costituita da un muretto di sostegno in calcestruzzo con sovrastante rete metallica o addirittura inferriata sovrastante il muro al quale poi s’incardinano cancelli”.

Circa la sua richiesta relativa all'impugnazione del verbale, in mancanza del documento non posso essere precisa, ma di solito è un atto endoprocedimentale, non impugnabile autonomamente in sede giurisdizionale, ciò che è impugnabile davanti al giudice civile competente per valore è l'ordinanza ingiunzione che segue alla mancata ottemperanza al pagamento della sanzione amministrativa.

Comunque sul verbale dovrebbero essere anche indicate le eventuali modalità di contestazione interna del verbale stesso.

Le consiglio  dunque di fare esaminare il verbale da un professionista per non incorrere nel pagamento del verbale e delle sanzioni accessorie.



Entro trenta giorni dalla notifica del verbale stesso, avvenuta il 22.3.2014 e quindi entro il giorno 21.4.2014 potranno essere depositati scritti difensivi o richieste di audizione  presso il  Comune di riferimento, Campli (Te ) .

Ove l'esito di tali memorie sia negativo o si formi il silenzio rigetto, il Comune potrà emettere ordinanza ingiunzione che poi potrà essere oggetto di impugnativa dinanzi all'organo giurisdizionale .  

Distinti saluti.

Avv. Anna Longo


Riporto, qui di seguito, quanto potrà il trasgressore:

Entro 30 gg. dalla notifica del verbale il trasgressore potrà inviare all’Ente scritti difensivi e documenti. Contestualmente, potrà chiedere di essere ascoltato per esporre le proprie difese. L’Ente al quale ricorrere è indicato nel verbale di contestazione della violazione.

Entro 60 gg. dalla notifica del verbale il trasgressore dovrà provvedere al pagamento della somma oggetto della sanzione, salvo accoglimento delle contestazioni presentate nei 30gg, che determinano l’annullamento del verbale.

Decorsi i 60 gg. ed in assenza del pagamento l’Ente provvede ad emettere ordinanza-ingiunzione.

Entro 30 gg dalla notifica dell’ordinanza-ingiunzione l’interessato potrà proporre ricorso ai sensi della L. 689/1981.

Decorsi infruttuosamente i 30 gg dalla notifica dell’ordinanza-ingiunzione l’Ente provvedere ad iscrivere il verbale a ruolo per la riscossione coattiva del credito che avverrà a cura del concessionario di zona.

Avv. Michele Bracco

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