L'Esperto risponde
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I miei suoceri hanno firmato una fidijussione nel 1998, presso una banca, per 90 milioni di lire a favore di una società dalla quale, mia moglie e loro figlia, è poi uscita nel 2003. A questa societ à, nel 2012, è stato erogato un prestito e, essendo i soci inadempienti, sono stati chiamati in causa per gli obblighi fidejussori. Ora chiedo: 1. Può la banca erogare prestiti senza consultare i firmatari della fidijussione? 2. Con l'uscita dalla società di mia moglie, per la quale loro firmavano in garanzia, non avrebbe dovuto chiudersi tale pratica? Grazie per l'attenzione e Buon lavoro.
                                                                                                                                                                                                                                    

Nicola

Egregio Sig. Nicola, il quesito meriterebbe maggiori approfondimenti.
Se la garanzia fideiussoria è stata data dai suoceri in favore della società (persona giuridica), e non in favore di sua moglie (persona fisica), l'uscita di quest'ultima dall'impresa  non determina il venir meno della garanzia.
Riguardo, invece, al fatto che la Banca abbia continuato a fare credito alla società nonostante le difficili condizioni economiche, potrebbe trovare applicazione l'art. 1956 c.c.. Detta norma consente la liberazione dei fideiussori per le obbligazioni future, nel caso in cui il creditore, senza autorizzazione dei garanti, continui a far credito pur conoscendo le difficili condizioni patrimoniali del garantito.
Cordialmente.

Avv. Alan Binda

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Dal 1° ottobre ho ceduto in locazione un appartamento. Contratto 4+4, cedolare secca, regolarmente registrato. Il conduttore mi ha versato una cauzione pari a 6 mensilità. Da fine ottobre si sono perse le tr! acce del conduttore che, dopo denuncia di scomparsa da parte della moglie con lui convivente nello stesso immobile, si é presentato alle autorità di altra città dichiarando allontamento volontario. Ovviamente non ha pagato l'affitto di novembre e ha scritto alla moglie dichiarandosi nell'impossibilità di pagare perché senza fondi e chiedendole nel contempo, tramite un avvocato, la separazione legale. La moglie dichiara di non avere soldi di essere stata lasciata sul lastrico, a breve le chiuderanno anche le utenze, sempre aperte a nome del marito. Ho provveduto ad inviare al conduttore, all'indirizzo della abitazione, una A.R. di messa in mora che la moglie ha girato all'avv del marito (sempre non reperibile). E'mia intenzione, tramite uno studio legale, mandare a breve la richiesta di sfratto. Mi domando se la moglie ha titolo per restare nell'immobile oppure se ne deve andare e se la cauzione (o parte di quello che resta) può essere rifuso alla moglie oppure solo ed esclusivamente al conduttore. Grazie.

Stella (Milano)

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