L'Esperto risponde
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Buongiorno, abbiamo ricevuto (mio Papà di 93 anni invalido civile al 100%) da parte del Comune di nascita e non di residenza dove ha la seconda casa inagibile - terremoto 1997 con ordinanza di sgombro totale - un avviso di accertamento ICI 2011, con indirizzo sbagliato, in data 05/04/2017. L'avviso di accertamento è stato restituito dalle Posteitaliane con sconosciuto al Comune. Il Comune ha preso lo stesso plico e l'ha messo in altra busta con indirizzo giusto e con raccomandata a.r. timbro postale di spedizione 30/03/2017 e da me ricevuta il 05/04/2017. Nel plico oltre all'avviso di accertamento con indirizzo sbagliato, c'è la busta con indirizzo barrato e targhetta adesiva delle Posteitaliane con crocetta su sconosciuto - data 30/12/2016 - firma e ricevuta di ritorno ancora attaccata alla busta. Desidero sapere se l'avviso ICI 2011 è prescritto dal momento che la notifica mi è pervenuta oltre i tempi legittimi per richiedere il pagamento (oltre i cinque anni). In caso affermativo vorrei sapere cosa devo fare al fine di far annullare l'avviso di accertamento ICI 2011. Vi ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

Cristina

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Salve,il mio comune mi ha notificato il 3.4.2017 per la prima volta un avviso accertamento per omessa dichiarazione tarsu relativa agli anni 2011 e 2012. Alla luce delle vigenti disposizioni considerato che abitavo l'immobile dal 2008, vorrei conoscere se il tributo 2011 é prescritto oppure é ancora dovuto. Grazie

Chiara

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Buonasera,

a fine marzo 2017 ho avuto notificato un avviso di accertamento ICI anno 2011. Sull'avviso compare la data del 21.11.2016 che dovrebbe essere la data di consegna alle Poste Italiane. E' mai possibile che venga consegnato dopo 4 mesi? Posso ricorrere. Grazie

Gianfranco

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Sono il Responsabile del Servizio Tributi del Comune di ___________. Con raccomandata AG in data 07.12.2015 veniva spedito tramite Poste Italiane Avviso di accertamento ICI 2010 a contribuente residente in Roma. Il plico veniva restituito a questo Ente in data 22.01.2016 senza che dallo stesso emerga indicazione dell'emissione del CAD. Questo Ente, non potendo più riproporre la notifica per avvenuta prescrizione, procede all'iscrizione a ruolo del predetto avviso. Il contribuente al ricevimento della cartella esattoriale propone ricorso in CTP per prescrizione ante ruolo. Sono consapevole della mancata notifica a carico del contribuente, con conseguente annullamento della cartella e del ruolo da cui deriva, ma considerato che la responsabilità è da addebitare a Poste non avendo proceduto alla regolarità degli adempimenti - l'annualità successiva è stata regolarmente notificata al medesimo indirizzo - dovendo procedere alla costituzione in giudizio per il riconoscimento della responsabilità per la irregolare procedura eseguita dall'operatore postale, chiedo se Poste Italiane debba essere coinvolta in questo procedimento da questo Ufficio, oppure avviare successivamente un procedimento di recupero a carico di Poste a sentenza avvenuta?

 

Il procedimento tributario introdotto dal contribuente nei confronti del Comune, avente per oggetto l'avviso di accertamento non notificato (ovvero irregolarmente notificato), non consente il coinvolgimento di Poste Italiane, in quanto non parte processuale.

Il Comune, pertanto, potrà avviare, successivamente, un procedimento distinto (in sede civile) per il recupero nei confronti delle Poste Italiane, facendo valere la responsabilità di questa nella notifica e chiedendo un eventuale risarcimento danni.

Dott. Marco Ligrani

 

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Gent.mo Avvocato Ho ricevuto un avviso di accertamento Ici per insufficiente pagamento Ici anno 2011.Io sono proprietaria di un appartamento al 50%con mio marito dove viviamo effettivamente da 1994 e dove paghiamo tarsu enel gas telefono ecc.L'altro proprietaria al 50%con mia sorella e dove pago ici 2 casa.Il Comune sull'avviso di accertamento non ha tenuto conto che l'appartamento dove vivo con mio marito è casa principale in quanto all'epoca avevamo ancora la residenza anagrafica a casa di mia suocera e ha cosiderato tutte e due le case non locate.Ho presentato istanza in autotutela,ma il Comune non risponde.Visto che il valore è esiguo vorrei inoltrare ricorso reclamo,ma ho perplessità sul modello da compilare riguardo i fatti e i motivi.Potrebbe aiutarmi?La ringrazio infinitamente

Giuseppina

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Salve, il giorno 09.02.2017 mi hanno notificato un accertamento ICI per l'anno 2011. Desidero sapere se l'importo dell ICI 2011 è prescritto dal momento che la notifica mi è pervenuta ol tre i tempi legittimi per richiedere il pagamento (oltre i cinque anni) Posso presentare ricorso alla commissione tributaria provinciale. Oppure per notifica si intende la notifica dell'invio del plico dell'ufficio tributi del comune di milazzo alle Poste Italiane avvenuto il 28 novembre 2016 e quindi devo pagare l'ICI 2011.Grazie Cordiali Saluti

Sebastiano

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Accertamento ici per anno 2011 pervenuto nel 2016 per un immobile di mia proprietà dato in affitto. Il comune prevedeva l' assimilazione ad abitazione principale per gli immobili locati c on contratto registrato a persone che adibivano l' immobile ad abitazione principale. Presento l' autotutela ma viene respinta con la motivazione che non ho presentato la dichiarazione ici. Che posso fare ? Ho qualche appiglio ? Devo pagare l' imposta non versata con le relative sanzioni?

Cristina

 

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Buongiorno. in data 15/11/2016 Ricevo una ingiunzione di pagamento da Regione Lombardia per il Bollo auto 2013/2014 relativamente ad una macchina rottamata poi nel 2015. La mia domanda è: devo pagare la somma richiesta alla luce della normativa relativa a Sanatoria dei 3 anni? Grazie.

Marina

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Mi hanno notificato avviso di accertamento tarsu per l'anno 2011 in data 01/02/2017,mentre la data di spedizione sulla busta e 29/12/2016. Mi chiedo se e'prescritto. Posso fare opposizione in autotutela al comune? Cordialmente

Grazia

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Gent.mo avvocato, ho ricevuto un accertamento ICI relativo al 2011 ( Datato 1/12/2016) il giorno 3/02/2017 a mezzo raccomandata a.r. con motivazione imposta dovuta e non versata. Istanza per reclamo-mediazione va presentata entro 60 giorni dalla data di notifica, presumo siano trascorsi i termini. L'ICI è stata da me regolarmente versata conservo le ricevute, ho commesso un errore formale nella compilazione,- ho scritto come anno di riferimento 2010 anzichè 2011 -. Conservo anche ricevute del 2010. Per errata compilazione la prescrizione è di 3 anni? Vi sono riferimenti legislativi? Cosa mi consiglia di fare? Grazie e cordiali saluti.

Giovanni

 

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Buonasera, in materia di bollo auto trova applicazione la norma di cui all'art. 1, comma 163, L. finanziaria del 2007, secondo cui il titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è diventato definitivo? Il caso è il seguente: bollo auto anno 2010, avviso di accertamento notificato il 05.12.2013. Cartella di pagamento inviata il 07.01.2017. E'già prescritto il 31.12.2016 o il termine spirerà il 31.12.2017?

Mariantonietta

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Mi hanno notificato avviso di accertamento tarsu per l'anno 2011 in data 02/01/2017,mentre la data di spedizione sulla busta e 27/12/2016. Da quello che mi risulta e'prescritto. Posso fare opposizione in autotutela  al comune? saluti

                                                                                   Aniello


Il quesito del sig.Aniello trova risposta in una recentissima pronuncia della Corte di cassazione, che si attaglia alla perfezione al caso proposto. Gli avvisi di accertamento in rettifica o d’ufficio, infatti, devono essere notificati a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. I soggetti di cui all’art. 63 D.lgs 507/93 presentano al Comune entro il 20 gennaio successivo all’inizio dell’occupazione o detenzione, denuncia unica dei locali ed aree tassabili siti nel territorio del Comune. Tale principio nomofilattico è contenuto nella sentenza del 21 giugno 2016, n. 12795. Pertanto, alla luce di quanto sopra, si consiglia il richiedente di adempiere il pagamento poiché ancora dovuto, visto che il termine di prescrizione non è ancora scattato alla data indicata.

Avv. Antonino Cintorino

 

 

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Buongiorno, ho saputo che nel 2010 mi è stato notificato un accertamento ICI 2005 ex art 143 c.p.c. Vorrei capire se la notifica è da considerare fuori termine. Le spiego in breve: Il messo comunale ha depositato l'atto alla casa comunale il 20 dicembre 2010, ma la l'art. 143 c.p.c. dice chiaramente all'ultimo comma che la notifica va considerata eseguita 20 giorni dopo il deposito. Quindi, nel caso di specie, il 9 gennaio 2011. Se ciò è vero, l'accertamento è stato notificato fuori tempo massimo. E' proprio così o mi sfugge qualcosa? E nel caso avessi ragione come posso far valere i miei diritti? Istanza di annullamento in autotutela?

Maria

Buongiorno dalla lettura della sua richiesta evinco che nell'anno 2010 le è stato notificata un mancato pagamento ICI risalente al 2005. in linea con l’art 11  della legge n. 504 del 1992 statuisce che: “nel caso di omessa presentazione  dell’Ici, l’avviso d’accertamento dev’ essere notificato, entro il 31 Dicembre del quinto anno, successivo  a quello  in cui la dichiarazione o la denunzia avrebbero dovuto essere presentate”. Va detto, però, che, durante i cinque anni occorrenti per la maturazione della prescrizione, il Comune, quale ente creditore, può interrompere il  termine di prescrizione con la notifica di un qualsiasi atto scritto (sollecito o richiesta di pagamento, effettuata sia a mezzo della posta sia con tramite il messo comunale. A  tal proposito, ai fini della notifica dell’atto e dell’inizio della decorrenza del termine (di prescrizione), occorre guardare al momento in cui l’ufficio notificante  esaurisce il suo compito di notifica, spedendo l’atto, al contribuente. L’atto, in questo caso, per il Comune si considera notificato al momento della spedizione del plico postale, raccomandato AR.


 Avv. Olga Izzo

 

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Gent.mo avvocato,

ho ricevuto un accertamento ICI relativo al 2010 il giorno 9/1/2016 a mezzo raccomandata a.r.  Da accertamenti effettuati presso l'ufficio postale mi è stato confermato che la data di spedizione era il 31/12/2015, per la decadenza vale la data di spedizione o quella dell'effettivo arrivo della notifica? Grazie

Emanuele

 

L’accertamento è valido e pienamente legittimo in quanto per il  soggetto notificante gli effetti della notificazione si producono al momento della consegna dell’atto all’agente notificatore pertanto il termine per verificare la tempestività della notificazione dell’avviso di accertamento spedito a mezzo del servizio postale coincide con la data di spedizione del plico e non con quella di ricezione da parte del contribuente.

Avv. Patrizia Covello 

 

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In data 5.1.16 ho ricevuto accertamento dal comune di Roma per mancato pagamento ici 2010. In tema di prescrizione quinquennale del debito è valida la data di invio del Comune (dicembre 2015) o quella di ricezione dell'atto notificato? Grazie

Gennaro


Ai fini della notifica, per costante orientamento giurisprudenziale, si distinguono due diversi termini. Il primo per il notificante, il quale deve avviare l’atto alla notifca entro il termine previsto dalla legge. Il secondo per il destinatario della notifica, nei confronti del quale eventuali termini per opposizioni, reclami, etc decorreranno dal momento del ricevimento.

In altre parole nel caso in esame - al fine di valutare se sia maturata una prescrizione del credito - dovrà essere considerata la data di avvio alla notifica dell’atto di accertamento, mentre dalla data del ricevimento decorreranno i termini per l’impugnativa dello stesso.

Attenzione la notifica non si perfeziona solo con l’effettiva consegna, infatti in caso di giacenza dell’atto (presso l’Ufficio postale o la casa comunale) la notifica si da per compiuta trascorsi dieci giorni dall’espletamento delle formalità di cui all’art. 140 c.p.c.

È bene, inoltre, accertare che tra il “sorgere” del credito e la notifica dell’accertamento non vi siano state precedenti notifiche, le quali con molta probabilità avrebbero già interrotto la prescrizione, facendo decorrere un nuovo e distinto termine quinquennale.

Avv. Marco Verrini

Per il Comune quale ente impositore la prescrizione si interrompe con la notifica dell'atto, notifica che si perfezione al momento in cui viene spedito o consegnato al messo notificatore. 

Il periodo però di prescrizione è diverso a seconda se c'è una infedele o errata dichiarazione (2 o 3 anni) o una omessa dichiarazione. Se Lei ha omesso la dichiarazione il termine prescrizionale è di 5 anni ma l'anno si considera al 31 dicembre, pertanto, nel suo caso avendo il Comune spedito l'atto nel mese di dicembre 2015 il diritto non si è prescritto.

Avv. Maria Teresa Giacobbi

 

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Buongiorno, il giorno 05/01/2016 tramite Racc. A.R. ricevo dal comune di Cagliari la richiesta di pagamento ICI relativa all'anno 2010. Volevo sapere se il diritto alla prescrizione è valido all'atto della notifica da parte delle poste oppure decade in quanto il comune ha consegnato la raccomandata alla posta prima del 31/12/2015 pur avendola appunto io ricevuta il 05/01/2016. Grazie.

Giancarlo


Per l'ente impositore, ossia il notificante, la notifica si perfeziona al momento della consegna del plico all'ufficio postale per la spedizione o alla consegna al messo comunale per la consegna a mezzo notifica, quindi poiché da quanto emerge nel quesito la consegna dell'atto è stata eseguita entro il 31.12.2015 la prescrizione del diritto alla riscossione dell'imposta relativa all'anno 2011 non si è maturata.

Avv. Maria Teresa Giacobbi

 

 

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Buongiorno, ho ricevuto oggi il pagamento di una imposta ICI non pagata e relativa all'anno 2010. se ho ben capito dovrebbe essere caduta in prescrizione non avendo ricevuto nei 5 anni precedenti mai nessuna comunicazione. la mia domanda è: l'avviso porta data 17/12/2015, ma a me è stata consegnata oggi 05/01/2016, quale è la data di notifica? se quella del 05/01/2015, posso fare io ricorso o devo rivolgermi ad uno studio legale? Grazie e buona giornata.

                                                                                                                                                                                      Carmelo V.

Buongiorno sig. Carmelo.

La data che fa fede ai fini della notifica è la data in cui Lei ha firmato la cartolina della notifica, ovvero oggi 05.01.16, in quanto questa è la data indicata nell'avviso di ricevimento della raccomandata.

In tal caso, l'ICI, che ha prescrizione quinquennale, non è dovuta. Pertanto Lei ha tutta la possibilità di proporre ricorso.


 Avv. Antonella Basso

 

 

 

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Buongiorno, con R.R data 31/12/2015 il Comune di Pagliara (ME) mi ha notificato un avviso di accertamento con richiesta di pagamento relativa alla omessa dichiarazione ICI per gli anni 2009 e 2010. E' corretto considerare decorsi i termini di prescrizione per l'anno 2009 ? qual'è il riferimento normativo a cui appellarsi? Grazie

                                                                                                                                                                                        Carmelo

Buongiorno Carmelo.

In merito all'avviso di accertamento del 2009, questo è caduto in prescrizione.

L’art 11  della legge n. 504 del 1992 statuisce che: “nel caso di omessa presentazione  dell’Ici, l’avviso d’accertamento dev’essere notificato, entro il 31 Dicembre del quinto anno, successivo  a quello  in cui la dichiarazione o la denunzia avrebbero dovuto essere presentate".

Pertanto, l'ICI dovuta per l'anno 2009 andava richiesta dal Comune entro il 31.12.2014.

 Avv. Antonella Basso

 

 

 

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Buongiorno, nel febbraio 2013 ho ricevuto una raccomandata dal comune dove mi veniva comunicato che era in corso un accertamento ici perchè avevo versato meno del dovuto. A Marzo 2013 arriva l ici 2008 a luglio 2013 l' ici 2009 da li in poi niente . Mi chiedevo quanto tempo ha ancora il comune per chiedermi le ici 2010 e 2011 . Distinti Saluti

                                                                                                                                                                                     Danilo

Gentile Danilo,

i termini di accertamento previsti dalla legge sono entro il quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

A titolo esemplificativo le riporto la seguente tabella.

TERMINI PER L'ACCERTAMENTO - IMPOSTE SUI REDDITI E IVA

Periodo
d'imposta

Anno presentazione
della dichiarazione

Termine

ORDINARIO accertamento
sulla dichiarazione

Termine accertamento
(dichiarazione omessa)

2007 2008 2012 2013 2008 2009 2013 2014 2009 2010 2014 2015 2010 2011 2015 2016 2011 2012 2016 2017 2012 2013 2017 2018

Avv. Manuel Verde

Buongiorno Danilo.

L’art 11  della legge n. 504 del 1992 statuisce che: “nel caso di omessa presentazione  dell’Ici, l’avviso d’accertamento dev’essere notificato, entro il 31 Dicembre del quinto anno, successivo  a quello  in cui la dichiarazione o la denunzia avrebbero dovuto essere presentate"

Quindi, per quel che riguarda l'ICI del 2008 il Comune poteva procedere con accertamento e sanzione entro il 31.12.2013, mentre per l'ICI del 2009 il tutto si è prescritto il 31.12.2014.

 Avv. Antonella Basso

 



 

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Buongiorno Dott.ri, volevo porre un quesito.

Non ho pagato l'ICI per gli anni 2005 - 2010 ad un'attività commerciale, un hotel, non ho ricevuto nessun avviso di accertamento.

Cosa devo fare? Alcuni anni si sono prescritti?

Grazie mille buon lavoro.

                                                                                                                                                                    Raffaele


 

Buongiorno sig. Raffaele.

L’art 11  della legge n. 504 del 1992 statuisce: “nel caso di omessa presentazione  dell’Ici, l’avviso d’accertamento dev’essere notificato, entro il 31 Dicembre del quinto anno successivo  a quello  in cui la dichiarazione o la denunzia avrebbero dovuto essere presentate”. Così ad esempio, se l’ici dovuta è quella relativa all’’anno 2006, la prescrizione si verificherà  esattamente dopo la mezzanotte  del quinto anno successivo, e cioè all’indomani del 31.12.2011: quindi, il primo Gennaio 2012.

A far data dal 1° gennaio 2007, concomitante con l'entrata in vigore della legge finanziaria, gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio in materia di Ici devono essere notificati, perciò, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Quindi per quel che riguarda il 2005, il termine ultimo per la notifica era il 31 dicembre 2010; per il 2006 il 2011 e così via.


Va detto, però, che, durante i cinque anni occorrenti per la maturazione della prescrizione, il Comune, quale ente creditore, può interrompere il  termine di prescrizione con la notifica di un qualsiasi atto scritto (sollecito o richiesta di pagamento, effettuata sia a mezzo della posta sia con tramite il messo comunale). Quindi il termine di prescrizione viene interrotto da qualunque atto formale fatto dal creditore, e riparte da quest'ultimo termine (ad esempio: se nel 2006 le fosse stata inviata una comunicazione dal Comune con la richiesta di mettersi in regola per l'Ici dell'anno precedente, il termine sarebbe ripartito da questa data, spostando di fatto la prescrizione in avanti di un anno).

 

Stando a quanto da Lei scritto, ad oggi non ha mai ricevuto alcuna comunicazione in merito ad un sollecito di pagamento, né alcun avviso di accertamento.

Risultano quindi prescritte le annualità 2005-2009 comprese. Resta pendente ancora l’anno 2010: esso si potrà considerare prescritto alla mezzanotte del 31.12.2015.

 Avv. Antonella Basso

Gentile Raffaele,

letta la problematica così come l'ha sottoposta Le posso dire che il periodo di accetamente si prescrive entro la fine del quinto anno successivo a quello impositivo (data che coincide col 31.12 dell'anno di riferimento).

Pertanto sulla base delle annualità che ha indicato a mio avviso attualmente sono prescritte tutte le annualità dal 2005 al 2009 quantomeno.

Cordiali saluti.

Avv. Manuel Verde

Buongiorno sig. Raffaele,

L’art 11  della legge n. 504 del 1992 statuisce che: “nel caso di omessa presentazione  dell’Ici, l’avviso di accertamento dev’essere notificato, entro il 31 Dicembre del quinto anno, successivo  a quello  in cui la dichiarazione o la denunzia avrebbero dovuto essere presentate".

Dunque, a meno che il Comune non le abbia notificato, nelle more, qualsiasi atto, da intendersi come interruttivo della prescrizione, sono da considerarsi prescritte le annualità 2005 - 2006 - 2007 - 2008 - 2009.

Resta pendente solo l’annualità del 2010, il cui termine ultimo per la notifica dell’ avviso di accertamento è il 31 Dicembre 2015.

In ogni caso, per ogni tipo di chiarimento rimango a disposizione.

 Cordiali saluti.

 

Avv. Benedetto Farina

 



 

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Nell'avviso di accertamento ricevuto dalla Regione viene indicato che "avverso il presente provvedimento può essere inoltre proposto ricorso alla commissione tributaria entro 60 giorni dalla data di notifica.Trascorsi i 60 giorni si procederà alla riscossione coattiva".Posso fare riferimento alla sentenza 195/14 della Commissione Tributaria di Campobasso visto che la Regione ha risposto alla mia istanza di autotutela (presentata il giorno stesso della notifica) dopo i 60 giorni per poter procedere in ricorso? Grazie                                                                                                                                                                                                                      

Davide

 


Gentile Davide,

dal tenore del suo messaggio posso immaginare che l'istanza di autotutela abbia ottenuto un esito negativo seppur in epoca successiva ai 60 giorni richiesti dalla legge. Potrebbe provare ad utilizzare la sentenza da lei citata, ma tuttavia ritengo che non otterrebbe grande tutela così facendo. L'autotutela non sospende infatti di norma il termine per la presentazione del ricorso in commissione tributaria. Avrebbe pertanto dovuto quantomeno far presentare il ricorso con la relativa istanza sospensiva della riscossione.

Se il debito è ingente e non può far fronte allo stesso potrebbe riflettere circa l'opportunità di rateizzare lo stesso, ovvero di procedere, valutate in toto le ulteriori situazioni debitorie, alla procedura di esdebitamento con la quale può addivenire ad uno stralcio di tutte le posizioni debitorie attive a suo carico.

In ogni caso, per ogni tipo di chiraimento rimango a disposizione.

Cordiali saluti.

Avv. Manuel Verde

 

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Gent.ssimi Avvocati,
mi è arrivata lo scorso 6 novembre una raccomandata a nome di mia figlia di anni 12 che ho ritirato firmando io. Il plico conteneva una richiesta di rimborso ICI , per mancato pagamento, relativa all'anno 2010 e intestata a mia figlia Flavia di anni 12 e a me quale tutore. L'immobile oggetto di ICI era stato donato alla mia bambina, da noi genitori, nell'anno 2006. Vi chiedo se tutto ciò è regolare o vi è qualche anomalia per presentare un ricorso. Grazie.
                                                                                                                                                                                                               

Alessandra

Gentile Sig.ra Alessandra,
dalla descrizione della Sua attuale situazione non sembrano emergere anomalie nel comportamento adottato dall'Ente impositore.
La donazione di un immobile a un minore ha come conseguenza diretta l'ottenimento in capo allo stesso della nuda proprietà.
Legittimato attivo al pagamento delle imposte in favore della minore è naturalmente il genitore in qualità di tutore legale.
In fine il periodo di accertamento termina al 31.12 del quinto anno successivo a quello dell'imposizione.
Nel Suo caso specifico l'imposta del 2010 sarà richiedibile sino al 31.12.2015.
Unici motivi di impugnazione che potrebbe sostenere sono quelli relativi alla verifica in capo al sottoscrittore dei poteri di firma dell'atto impugnato.
Cordiali saluti.


Avv. Manuel Verde

Gent.ma Sig.ra Alessandra,

analizzando quanto da Lei descritto, purtroppo Le devo confermare l’assoluta regolarità della procedura adottata dall’ Ente impositore che Le ha regolarmente notificato la raccomandata contenente la richiesta per il rimborso dell’ I.c.i., essendo Lei legittimata al pagamento dell’ imposta nella sua qualità di tutore legale di sua figlia.

Nel caso di specie non potrà nemmeno invocare la prescrizione dell’ Ente impositore alla riscossione dell’ imposta in quanto  i tributi locali sono “prestazioni periodiche” e, pertanto, si prescrivono nel termine di 5 anni dal giorno in cui il tributo è dovuto o dal giorno dell’ultimo atto interruttivo tempestivamente notificato al contribuente.

Dunque, nel caso di specie, l’ICI del 2010 potrà essere regolarmente pretesa e riscossa dall’ Ente entro il 31.12.2015.

L’unico motivo per proporre impugnazione sarà quello di verificare se l’avviso di accertamento a Lei inviato reca la sottoscrizione del Capo dell’ Ufficio  o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato o quello di verificare i poteri di firma del sottoscrittore dell’atto impugnato.

 L’art. 42 del DPR n. 600 del 29/09/1973 e successive modifiche ed integrazioni stabilisce al primo comma “Gli avvisi di accertamento in rettifica e gli accertamenti d’ufficio sono portati a conoscenza dei contribuenti mediante la notificazione di avvisi sottoscritti dal capo dell’Ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato”, mentre al terzo ed ultimo comma prevede “L’accertamento è nullo se l’avviso non reca la sottoscrizione…..”.

Secondo la Corte di Cassazione si deve “ritenere che l’atto amministrativo esiste come tale allorchè i dati emergenti dal procedimento amministrativo consentano comunque di ritenere la sicura attribuibilità dell’atto a chi deve esserne l’autore secondo le norme positive, salva la facoltà dell’interessato di chiedere al giudice l’accertamento in ordine alla sussistenza, sull’originale del documento notificato, della sottoscrizione del soggetto autorizzato a formare l’atto amministrativo (Cass., Sez. I, 12/07/2001 n. 4991) “(in talsenso, Cass. sent. n. 13375/09).

Cordiali Saluti.

Avv. Benedetto Farina

 

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Buongiorno. Oggi giorno 05/09/2015 mi vedo recapitare una raccomandata da parte del comune, dove mi si chiede il pagamento dell'ICI relativo all'anno 2010. Si fa presente che lo scrivente ha acquistato l'appartamento il 31.01.2010,ma ci sono andato ad abitare a fine giugno. La mia perplessità, visto che sono in regola con i pagamenti dell'ici, relativi agli anni 2011/2012/2013/2014/ ed in corso il 2015, come mai il Comune ha aspettao cinque anni per mandarmi questo avviso di pagamento con i relativi interessi fino ad oggi. Vorrei sapere che cosa posso fare per sistemare questa sistuazione. Distinti saluti
                                                                                                                                                                                                                                              

Giuseppe

Egregio Sig. Giuseppe,
L’art. 11  della legge n. 504 del 1992 statuisce che: “nel caso di omessa presentazione  dell’Ici, l’avviso d’accertamento dev’essere notificato, entro il 31 Dicembre del quinto anno, successivo  a quello  in cui la dichiarazione o la denunzia avrebbero dovuto essere presentate”. Così ad esempio, se l’ici dovuta è quella relativa all’anno 2006, la prescrizione si verificherà  esattamente dopo la mezzanotte  del quinto anno successivo, e cioè all’indomani del 31.12.2011: quindi, il primo Gennaio 2012.
Nel suo caso la prescrizione si verificherà il primo Gennaio 2016, pertanto dovrà corrispondere quanto richiesto dal Comune.
Cordialmente.

Avv. Alan Binda

L’art 11  della legge n. 504 del 1992 statuisce che: “nel caso di omessa presentazione  dell’Ici, l’avviso d’accertamento dev’essere notificato, entro il 31 Dicembre del quinto anno, successivo  a quello  in cui la dichiarazione o la denunzia avrebbero dovuto essere presentate”. Pertanto se l’ici dovuta è quella relativa all’’anno 2010 la prescrizione si verificherà  esattamente dopo la mezzanotte  del quinto anno successivo, e cioè all’indomani del 31.12.2015 quindi, il primo Gennaio 2016, pertanto questo è il motivo per cui le viene motivata ora.

A dirla tutta pero' durante i cinque anni occorrenti per la maturazione della prescrizione, il Comune, quale ente creditore, può interrompere il  termine di prescrizione con la notifica di un qualsiasi atto scritto che sia sollecito o richiesta di pagamento, effettuabile  sia a mezzo della posta che tramite il messo comunale.  L’atto, in questo caso, per il Comune si considera notificato al momento della spedizione del plico postale, raccomandato AR, Per il contribuente, invece, l’atto si considera notificato al momento in cui esso gli viene materialmente consegnato. Ciò' impone che ai fini della presentazione dell’eventuale  ricorso, presso la Commissione Tributaria Provinciale competente (dove si trova l’immobile), il previsto termine di sessanta giorni, decorrerà  dalla data ’ effettiva in cui l’atto perviene al destinatario.

Avv. Olga Izzo

 

Egregio sig. Giuseppe , in merito al quesito da Lei formulato, Le faccio presente che l’art 11  della legge n. 504 del 1992 statuisce che: “nel caso di omessa presentazione  dell’Ici, l’avviso d’accertamento dev’essere notificato, entro il 31 Dicembre del quinto anno, successivo  a quello  in cui la dichiarazione o la denunzia avrebbero dovuto essere presentate”. Pertanto se l’ici dovuta è quella relativa all’’anno 2010 la prescrizione si verificherà  esattamente dopo la mezzanotte  del quinto anno successivo, e cioè all’ indomani del 31.12.2015 quindi, il primo Gennaio 2016.
Pertanto il Comune Le ha inviato questo avviso di pagamento, dopo questa lunga attesa di cinque anni, proprio per evitare di vedersi dichiarato prescritto il Suo diritto alla riscossione dell' Ici da Lei dovuta, avendo Lei acquistato l'immobile nel mese di Gennaio 2010.
Distinti saluti.

Avv.Benedetto Farina

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Buon giorno,
il 16maggio 2015 il Comune mi ha inviato due accertamenti per omesso pagamento ICI su un immobile per gli anni 2009 e 201.
Per favore potete dirmi, visto che  sono trascorsi 5 anni, se sono prescritti. Vi ringrazio e Vi saluto cordialmente.

Orlando


L’art 11  della legge n. 504 del 1992 stabilisce che: “nel caso di omessa presentazione  dell’Ici, l’avviso d’accertamento dev’essere notificato, entro il 31 Dicembre del quinto anno, successivo  a quello  in cui la dichiarazione o la denunzia avrebbero dovuto essere presentate”.

Con l’entrata in vigore della Finanziaria, quindi, a far data dal 1° gennaio 2007, gli avvisi di accertamento in materia di Ici devono obbligatoriamente essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

Quindi, nel caso specifico, per quel che riguarda il 2009, il termine ultimo per la notifica era il 31 dicembre 2014; per il 2010 il 31 dicembre 2015 (31 dicembre compreso).

Vi è però una cosa da notare: la  prescrizione, infatti, può venire interrotta da qualunque atto formale posto in essere dal creditore (nello specifico, una lettera inviata al contribuente da parte del Comune): da questa data, RSI ricominciano a contare i 5 anni per la prescrizione.

Quindi, ad esempio, se nel 2012 fosse stata inviata una comunicazione dal Comune con la richiesta di mettersi in regola per l'Ici dell'anno 2009 (o 2010), il termine sarebbe ripartito da questa data, spostando di fatto la prescrizione in avanti.

Avv. Antonella Basso

 

Egregio Sig. Orlando,

la  Legge 504/1992 stabilisce che: “nel caso di omessa presentazione  dell’Ici, l’avviso d’accertamento dev’essere notificato entro il 31 Dicembre del quinto anno successivo  a quello  in cui la dichiarazione o la denunzia avrebbero dovuto essere presentate”. Ad esempio, se l’ici dovuta è quella relativa all’anno 2009, la prescrizione si verificherà  esattamente dopo la mezzanotte  del quinto anno successivo, e cioè all’indomani del 31/12/2014: quindi, il primo Gennaio 2015. Nel caso di ici relativa all'anno 2010, la prescrizione si verificherà il primo Gennaio 2016.

Va detto, però, che, durante i cinque anni occorrenti per la maturazione della prescrizione, il Comune, quale ente creditore, può interrompere il  termine di prescrizione con la notifica di un qualsiasi atto scritto.

Va, infine, segnalata un’eccezione: per quanto riguarda l’Ici dovuta per gli anni, che vanno dal 2000 all’anno 2004 – a seguito della finanziaria  approvata il 30.12.2004 – il termine per l’accertamento dell’Ici è slittato di un  anno, con  la conseguenza che la prescrizione si verificherà, di fatto, non già dopo cinque anni, bensì dopo sei anni. Così se è dovuta l’ici per l’anno 2004, il termine decorrerà dal 31.12.05, con la conseguenza che  l’imposta si prescriverà il 31.12.2010, anziché il 31.12.2009.

Avv. Alan Binda

Egr. sig. Orlando
in merito alla sua, premesso che il termine di prescrizione quinquennale è corretto e viene  interrotto se riceve qualsiasi atto scritto a ciò deputato di notifica o altro. credo proprio nel suo caso sia tenuto a pagare e per tanto non si sia prescritto, ( avrei bisogno della data della notifica dell'accertamento) , ma in sostanza deve regolarsi in questo senso:  nel caso dell' ICI 2009 i termini di prescrizione partono dal 31/12/2010 e per concludersi il 31/12/2015 idem dicasi per il 2010 .
Cordiali saluti.

Avv. Olga Izzo

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Ho ricevuto un avviso di mancata consegna di raccomandata il 13 Gennaio 2015 e il giorno seguente ho ritirato la stessa ,presso l ufficio postale.Il comune mi intima un pagamento ICI per un terreno,da m e pagato come agricolo,per l'anno 2009.La raccomandata risulta spedita il 30 dicembre 2014,ma a me consegnata il 13 dicembre.Per la prescrizione dei 5 anni,fa fede la data di spedizione o la data di notifica.Cosa devo fare in caso di prescrizione? Mille grazie
                                                                                                                                                                                                                                  

Gianfranco

Vale la data di notifica, eccepire immediatamente la prescrizione a mezzo lettera raccomandata e naturalmente non pagare.

Avv. Angela De Nisco

 

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Buongiorno, avrei due quesiti da sottoporvi sono un agente di commercio . -Ho in corso diverse rateizzazioni con equitalia. Ho sempre pagato puntualmente e qualche giorno addietro è arrivato un pignoramento presso l'azienda mandante per tre cartelle di cui io non ho ricevuto notifica, valore circa 3000 euro Il commercialista le ha accorpate con un altra new enty richiedendo un'altra rateizzazione ed hanno revocato il pignoramento. Pago mensilmente 1300 euro e si aggiungerà il resto .... Non riuscirò mai a pagare i nuovi tributi se si continua in questo modo . Esiste la possibilità di un accorpamento del debito per avere una rata più ragionevole? Ci sono modi per contestare le mancate notifiche pur essendo state già rateizzate? Vi ringrazio in anticipo e non escludo un incontro di persona per una consulenza . .

Amerigo

Alla domanda si possono accorpare diverse rateazione la risposta è si, ma dipende.

Si può fare, ma si deve dimostrare un peggioramento della condizione economica di quando si era richiesta la prima.

Sono appena stati chiusi mini condoni e comunque adesso le rateazioni sono state allungate.

Le consiglio di visitare il sito di equitalia e troverà la maggior parte delle informazioni e dei moduli necessari.

Solitamente sono anche molto disponibili agli sportelli ed sufficiente recarsi da loro che le risponderanno in maniera esauriente.

Per le notifiche prima di dire che non si sono perfezionate si rechi allo sportello e chieda copia della relata di notifica, loro sono tenuti  a fornirla anche se a volte non è immediatamente disponibile e la fanno ritornare qualche giorno dopo.

Solo una volta visionata la relata di notifica si potrà eventualmente contestare l’irregolarità o la nullità della stessa.

Resto a diposizione per eventuali necessità.

Avv. Isabella Grassi

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"Salve, cortesemente una info: In data 21.01.2014 mi notificano una avviso di pagamento bollo auto 2010 (scadenza 2011), la lettera riporta la data del 16.12.2013, ma come dicevo mi viene notificata il 21.01.2014, invece la data del timbro postale sulla busta è 20.01.2014 (presumo che sia la data in cui l'ACI ha affidato l'avviso alle poste per la notifica) Calcolando che la prescrizione sarebbe valida per tutti gli atti successivi al 31.12.2013, quale data devo tenere in considerazione...??? breve riepilogo (scusa ma non so se ho spiegato bene, quindi ci riprovo...:) abbiamo 3 date: 16.12.2013 data che è stata fatta la lettera dall'ACI (la Regione campania ha affidato all'ACI il recupero dei crediti) 20.01.2014 data in cui l'ACI affida l'avviso alle poste per notificarmelo (pemso..) 21.01.2014 data in cui mi viene notificata. quale data devo tenere presente per avere diritto alla presrizione??? grazie e buon lavoro..!"

Antonio (Benevento)

 

Da ciò che si evince dalla sua richiesta, l'ACI le avrebbe notificato il 21 gennaio 2014  ( fa fede la data di ricevimento dell'atto ) un avviso bonario.
Per verificare se l'avviso è tardivo ed è intervenuta la prescrizione del diritto da parte dell`Amministrazione regionale di competenza, va verificata la data esatta di pagamento del bollo auto in base all'immatricolazione ed a quanto stabilito dalla Amministrazione regionale .
La legge prescrive che : "l`azione dell`Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1° gennaio 1983 per effetto dell`iscrizione di veicoli o autoscafi nei pubblici registri e delle relative penalita` si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento" (articolo 5 del D.l. 953/82, cosi` come in seguito modificato dall`articolo 3 del D.l. 2/86  convertito nella legge 60\86 ).
Per cui se, fatti suoi calcoli, l'avviso le doveva essere notificato entro il 31 dicembre 2013 , la notifica successiva è tardiva.
Accertat la prescrizione lei dovrà  inviare direttamente alla propria Regione, tramite raccomandata A.R., una comunicazione finalizzata all`annullamento dell'atto, poichè prescritto .

Avv. Anna Longo

 

Egr. Sig. Antonio,
al di là delle tre date (di redazione dell'avviso, di invio postale e di ricezione/notifica), ritengo che il tributo non sia ancora prescritto e, pertanto, l'ente creditore ha diritto di pretendere il pagamento della somma dovuta a titolo di bollo auto.
Infatti, l'avviso di pagamento, stando alle informazioni da Lei riportate, è intervenuto prima della data di prescrizione, che per il bollo auto è il terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento.
Per cui, per calcolare il periodo di prescrizione triennale, bisogna considerare come termine iniziale l'anno successivo a quello in cui il pagamento va effettuato (cioè anno successivo a quello di scadenza del pagamento; non a quello di riferimento del bollo).
Ora, nel suo caso, il pagamento del bollo riferito all'anno 2010 (semplice anno di riferimento, non di pagamento) doveva essere effettuato nell'anno 2011. La prescrizione maturerà quindi al terzo anno successivo al 2011 (che è l'anno di scadenza per il pagamento) e, per essere più precisi, al finire del terzo anno successivo al 2011 (cioè al 31.12.14)
Se l'avviso Le fosse stato notificato oltre la data del 31.12.2014 sarebbe stato certamente prescritto, ma poiché le è stato notificato nel gennaio 2013 (al di là della data di invio o di ricezione) il periodo di prescrizione triennale non è ancora maturato. Inoltre, dopo la notifica tempestiva dell'avviso, l'ente creditore ha interrotto validamente il decorso del termine di prescrizione, che ricomincerà a decorrere da capo.
Cordiali saluti.

Avv. Maria Rosalia Megna

 

Egr. Sig. Antonio,
con riferimento al Suo quesito Le comunico quanto segue.

Il termine entro cui va in prescrizione il diritto dell’amministrazione al recupero delle tasse automobilistiche non corrisposte è il terzo anno successivo a quello in cui doveva avvenire il versamento.
Ed infatti, con riferimento al bollo auto, “l’azione dell’Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1° gennaio 1983 per effetto dell’iscrizione di veicoli o autoscafi nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento” (art. 5 del D.L. 953/82, così come modificato dall’art. 3 del D.L. 2/86 convertito nella legge 60/86).

Nel caso da Lei illustrato il mancato pagamento del bollo auto è riferito all'anno 2010 (01/01/2010- 31/12/2010 così mi è parso di capire!), per cui il termine prescrizionale dei tre anni è iniziato a decorrere il 1° gennaio 2011 (anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento) ed è scaduto il 31 dicembre 2013 (cioè allo scadere del terzo anno successivo a quello in cui Lei doveva effettuare il pagamento).

Nella fattispecie, pertanto, il diritto dell'Ente a recuperare la tassa è andato prescritto considerato che, secondo quanto Lei riferisce, l'ACI ha consegnato l'avviso all'Ufficio Postale soltanto in data 20/01/2014 (ha verificato tale circostanza sul sito Web di Poste Italiane nella sezione “Dove Quando”?) che, infatti, è la data cui Lei deve fare riferimento ai fini della prescrizione.

Sul punto è utile sapere che per il mittente (ente creditore o agente della riscossione) la notifica si perfeziona nel momento in cui consegna l'atto all'ufficio postale.

Lei ha 30 (trenta) giorni dalla data della notifica dell'avviso per presentare istanza, in via di autotutela, seguendo le indicazioni che troverà nel corpo dell'avviso medesimo, in ogni caso dovrà comunque tenere presente che qualora abbia intenzione di avanzare ricorso dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale lo stesso dovrà essere proposto entro e non oltre 60 (sessanta) giorni sempre dalla data della notifica dell'avviso di pagamento.
Con i migliori saluti.


Avv. Massimo Cadetto

 

La prescrizione e' un mezzo con cui l'ordinamento giuridico opera l'estinzione dei diritti quando il titolare non li esercita entro il termine previsto dalla legge (codice civile, art.2934 e segg.).
Il termine entro cui va in prescrizione il diritto dell’amministrazione al recupero delle tasse automobilistiche non corrisposte é il terzo anno successivo a quello in cui doveva avvenire il versamento.
In tema di bollo auto, entrando nello specifico, “l’azione dell’Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1° gennaio 2010 per effetto dell’iscrizione di veicoli nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento”. Quindi il diritto di recupero della tassa di possesso è di tre anni sia per l’attività di accertamento che per quella di riscossione.

 

Avv. Agostino Cucuzza

 

La prescrizione opera decorsi tre anni dalla data prevista per il pagamento. Se, come mi pare di aver capito, la scadenza é 2011, in ogni caso non si è verificata la prescrizione.

Avv. Anna Padalino

 

Il termine per la riscossione del bollo auto, secondo i più recenti orientamenti delle Commissioni Tributarie, è di due anni dalla notifica dell’avviso di accertamento.

Ciò è quanto stabilito ad esempio dalla sent. n.14 del 18/01/2011 emessa dalla Commissione Tributaria di Milano la quale stabilisce che “… in materia di tasse auto, la cartella successiva alla notifica dell'accertamento va notificata ex art. 25 c. 1 lett. c D.P.R. 602/73 entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'avviso di accertamento si è reso definitivo”.

Ai fini della tempestività o meno della notifica occorre prendere poi in considerazione due differenti termini legati uno alla tempestività dell’accertamento del regolare versamento del bollo -che deve avvenire entro e non oltre il terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento (nel suo caso avendo scadenza 2011 il termine va a scadenza nel 2014 ed ai fini dell’avvenuta prescrizione è necessario sapere esattamente il mese di scadenza)-  ed uno legato al termine per la riscossione (ovvero per la notifica della cartella da parte del concessionario), procedimento da avviare - in caso di mancato pagamento dopo la notifica dell’accertamento- entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’atto è divenuto definitivo (ossia trascorsi sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento in caso di mancata impugnazione).Lei parla solo di avviso di pagamento e pertanto occorrerebbe innanzitutto verificare la regolare notifica del preliminare avviso di accertamento

Ove invece lei intenda fare riferimento alla cd rottamazione delle cartelle previste dalla legge di stabilità 2014 deve tener presente che essa si applica, sì, ai bolli auto ma purchè gli avvisi di accertamento relativi siano stati affidati all’ente per la riscossione entro lo scorso 31 ottobre e pertanto è tale data che dovrà verificare dalla documentazione in suo possesso. In questo caso la sua cartella parrebbe essere del 21.01.14 e l’incarico all’agente della riscossione sarebbe (secondo quanto da lei precisato) del precedente 16.12.13 e pertanto, confermando queste date, saremmo fuori dal termine del 31 ottobre 2013.

Avv. Rossana Palladino

 

Il soggetto a cui viene notificato un qualsiasi atto giudiziario deve prendere in considerazione, ai fini di una eventuale opposizione, la data in cui il provvedimento viene notificato (nel suo caso il 21/1/14). Per il soggetto notificante, invece, la data da prendere in considerazione è quella in cui viene apposto il timbro dall'ufficio postale.
A disposizione per qualsiasi altro chiarimento.
Distinti saluti

                                             

Avv. Concetta Cecinato

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Salve, da un estratto di ruolo effettuato presso Equitalia risulta a mio carico una cartella esattoriale iscritta a ruolo nel 2008 per una contravv. C.d.s.L.689/81 relativa ad un'infrazione del 2003 per un'importo di € 189,97 .Non ho mai ricevuto nessun avviso, ma risulta che la notifica è stata effettuata per assenza alla mia residenza il 30.07.2008 presso la casa comunale.Devo pagarla o ormai sono trascorsi anni per la prescrizione? grazie

Giuliano

Il diritto di riscuotere non appare prescritto ad oggi. Infatti, in materia di violazione del Codice della Strada, fermo il termine di 90 giorni per la contestazione della violazione, il diritto di riscuotere la sanzione amministrativa si prescrive in 5 anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione. Pertanto, la prescrizione del credito potrebbe essere invocata soltanto qualora la violazione fosse stata commessa prima del 30 luglio 2003.

L'eventuale vizio di notificazione della contestazione della violazione può essere eccepito in sede di opposizione nel termine di 30 giorni dal momento in cui l'atto e' stato conosciuto. Tuttavia, la prova del giorno in cui si e' conosciuto l'atto deve essere offerta dell'opponente.

La cartella di pagamento e' soggetta al medesimo termine quinquennale di prescrizione del diritto di credito che la sottende. Di conseguenza, se l'espropriazione non e' iniziata entro il 30 luglio 2013, la pretesa si considera travolta dagli effetti prescrittivi.

In merito alla validita' della notificazione della cartella, recentemente la Consulta ha stabilito che sono applicabili le regole di notificazione ordinarie in caso di irreperibilità del destinatario cd. relativa (es. temporanea assenza dalla abitazione).

Ne deriva che il deposito presso la casa comunale deve essere seguito dalla spedizione della lettera raccomandata con avviso di ricevimento della comunicazione dell'avvenuto deposito. Pertanto, anche in caso di notificazione della cartella di pagamento, la notificazione si perfeziona, per il destinatario, nel momento di consegna della raccomandata e, in ogni caso, trascorsi dieci giorni dal deposito del plico presso l'ufficio postale.

Di conseguenza, nel caso in cui il concessionario non abbia curato la spedizione della raccomandata di avviso del deposito, la notificazione e' viziata e il relativo vizio può essere fatto valere in sede di opposizione agli atti esecutivi nel termine di venti giorni, decorrenti dal momento in cui l'atto e' stato conosciuto. Anche in questo caso, la data di avvenuta conoscenza dell'atto deve essere provata a cura dell'opponente.

Avv. Clara Mazzarella

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Salve ho un quesito da porvi.....avendo in atto 2 rateizzazzioni con equitalia e volerndone fare un' altra..... potrei chiedere a quest' ultima l'accorpamento del debito residuo e farne 1 sola, fermo restando che il totale del residuo non supererebbe i 20.000 euro?

Certo di una vostra risposta ringrazio
.

 

La disciplina della rateazione delle somme iscritte a ruolo è stata recentemente innovata dalla Direttiva Equitalia del 1 marzo 2012 e dal Decreto legge 2 marzo 2012 n. 16, convertito nella legge n. 44/2012.

Vediamo le nuove regole.

A)    Qualora il debito non superi l’importo di € 20.000,00 le nuove disposizioni ammettono la dilazione dei pagamenti, su richiesta del debitore, in un massimo di 48 rate mensili, purché la rata minima non risulti inferiore a € 100,00. Tale dilazione può essere richiesta senza comprovare un particolare stato di difficoltà economica. Un maggior numero di rate mensili può essere richiesto qualora si possa comprovare documentalmente lo stato di difficoltà economica: in tal caso le rate non potranno in ogni caso essere più di 72 mensilità, con un rateo non inferiore a € 100,00.

B)    Per debiti oltre 20 mila euro la dilazione è soggetta sempre alla verifica documentale della situazione di difficoltà economica: pertanto il debitore dovrà fornire all'Agente della riscossione la documentazione idonea a comprovare il proprio stato di difficoltà. In caso di ammissione, il numero massimo di mensilità è di 72 rate, con un rateo non inferiore a € 100,00.

È possibile chiedere la dilazione di pagamento per le nuove somme iscritte a ruolo anche quando si hanno rateazioni già in corso: in questo caso qualora la somma tra il nuovo debito e il residuo non ancora scaduto non sia superiore a € 20.000,00 si applicheranno le medesime regole di cui al punto A). Il contribuente in tal caso dovrà presentare una nuova richiesta in tal senso all'Agente della Riscossione.

Qualora la somma invece sia superiore a € 20.000,00 varranno le regole già viste sub B).

Nella richiesta il contribuente potrà optare per una rata costante ovvero variabile e crescente.

L’Agente della riscossione non potrà iscrivere ipoteca nei confronti del contribuente che abbia chiesto di rateizzare il proprio debito.

L’ipoteca è iscrivibile solo a seguito del rigetto dell’istanza ovvero se il debitore decade dal beneficio della rateazione, a seguito del mancato pagamento di due rate consecutive.

L’ammissione al beneficio della dilazione consente al debitore di partecipare alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, servizi e forniture.

La domanda di rateazione, comprensiva della documentazione necessaria, con copia del documento di riconoscimento, può essere presentata con raccomandata a/r oppure a mano presso uno degli sportelli dell’Agente della riscossione competente per territorio.

Avv. Fabio Salomone


Il contribuente può chiedere  a Equitalia una dilazione di pagamento per nuove somme iscritte a ruolo anche nel caso in cui abbia già delle rateazioni in corso.
Ora, se l’importo tra il nuovo debito e quello residuo non ancora scaduto delle precedenti rateizzazioni è inferiore o uguale a €. 20.000,00=, si applicano le regole per l’accesso semplificato e, pertanto, è necessaria la mera richiesta motivata.

Se il nuovo importo iscritto a ruolo non supera €. 20.000,00= ma l’importo tra questo  e il debito residuo di precedenti dilazioni sì, sono praticabili due soluzioni:

1)    Il contribuente può chiedere la rateazione con accesso semplificato per il nuovo debito

2)    Se vuole ottenere un piano di ammortamento in più di 48 mensilità, chiedere che per il calcolo delle rate venga preso in considerazione anche il debito non ancora scaduto.

Se il nuovo importo iscritto a ruolo supera €. 20.000,00= si applica la disciplina prevista per la rateazione di tali importi e deve essere valutata da parte di Equitalia l’obiettiva situazione di difficoltà del soggetto richiedente.

Attenzione, se il richiedente è decaduto da una precedente dilazione per inadempienza non può più beneficiare di una nuova rateizzazione delle stesse somme per cui è stato dichiarato decaduto; potrà ottenere la dilazione di ulteriori importi iscritti a ruolo solo previo il pagamento delle somme insolute.

Avv. Maria Teresa De Luca


Con la direttiva di Equitalia del 1° marzo 2012 e con il decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modificazioni dalla legge 44/2012, sono stati introdotte significative novità in tema di rateizzazione di cartelle Equitalia.

In particolare la direttiva su indicato prevede la possibilità, per i cittadini che già beneficiano del sistema di rateizzazione, di poter usufruire della medesima modalità di pagamento anche per nuove cartelle.

Nello specifico la direttiva su richiamata chiarisce che, ai fini dell'accesso al beneficio di rateizzazione e per il contestuale calcolo del numero di rate, deve essere considerato sia il nuovo debito derivante dalla nuova cartella e sia, ovviamente,  quello complessivo non già rateizzato e non ancora scaduto.

La fruizione di tale accorpamento di cartelle ai fini della rateizzazione prevede, tuttavia, un elemento imprescindibile:   essere necessariamente  in regola con il pagamento della precedente dilazione.

 La risposta al quesito inviato dal nostro internauta non può che essere, quindi, positiva.

E' bene, inoltre, precisare come in tema di rateizzazioni l'Equitalia abbia esteso i limiti vigenti prima dell'emanazione della direttiva 1° marzo 2012 e del D.L. n.16/2012.

 Con direttiva del 1° marzo 2012 Equitalia ha innalzato da 5 mila a 20 mila euro la soglia d’importo per ottenere la rateazione automaticamente, senza la necessità dover allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di difficoltà economica.

Per importi fino a 20 mila euro il numero massimo di rate è 48, fermo restando che l'importo di ciascuna rata dovrà essere pari almeno a 100 euro. Nel caso, invece, di richiesta di più rate, occorre presentare la documentazione comprovante la situazione di difficoltà economica.  

Per debiti oltre 20 mila euro la concessione della rateazione è subordinata alla verifica della situazione di difficoltà economica. L’Agente della riscossione analizza l’importo del debito e la documentazione idonea a rappresentare la situazione economico-finanziaria del contribuente.

La stessa direttiva eleva, inoltre, da 25 mila euro a 50 mila euro la soglia di debito da rateizzare che richiede la comunicazione relativa alla determinazione dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa sottoscritta dai professionisti abilitati.

Cordialità

Avv. Marta Vacca

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