L'Esperto risponde

Nel dicembre 2009, come azienda srl, abbiamo fatto un subentro di contrattoT** (linee cellulari). T***** ci chiede oggi tramite società di recupero crediti (LETTERA ARRIVATA X POSTA SEMPLICE) di pagare quasi 500 euro di una fattura, a loro dire,del primo bimestre 2010!!!Pare continuino ad emettere anche fatture di sola mora inerenti il non pagamento della bolletta del 2010 (a noi mai pervenute) La fattura di cui parlano non è stata a noi emessa(presumibilmente a intestatario precedente) .T****** a noi non ha mai mandato una raccomandata per richiesta di quanto sopra. DOMANDA: puo' t****** chiedere a noi di pagare qualcosa di altri??? dopo tutti questi anni non vi è sorta di prescrizione? inoltre la richiesta di pagare non deve essere notificata a mezzo posta tracciabile e con tutti i dettali del caso? In data 15.11.16 abbiamo cessato il contratto.

Maria

 

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Buona sera,
per un credito da me vantato, ho effettuato un intervento in una procedura esecutiva immobiliare.
L'immobile pignorato è stato valutato e dovrebbe, a breve, essere venduto.
Essendo io creditore chirografo, Vi chiedo, semmai la mia domanda non dovesse essere accolta, rischio la condanna alle spese di giudizio?
Grazie.
                                                                                                                                                                                                               

Alberto

 


Gent.mo sig. Alberto,
in nessun caso, sia che Lei fosse creditore privilegiato, quanto chirografario, il Suo intervento in una procedura esecutiva potrebbe causarLe una "condanna alle spese di giudizio".
L'unico rischio che corre e di non vedersi riconoscere alcun importo al termine della procedura, in sede di riparto del ricavato, qualora quest'ultimo bastasse a soddisfare, in tutto o in parte, i soli creditori privilegiati (quelli, cioè, muniti di ipoteca o privilegio sull'immobile venduto esecutivamente).
Altro discorso è il compenso che in ogni caso dovrà versare al Suo avvocato per predisporre l'intervento nella procedura: quello, ovviamente, andrà corrisposto in ogni caso in forza del contratto di assistenza professionale.
Ricordi, inoltre, che qualora - benchè creditore chirografario - abbia dato Lei impulso alla procedura (quindi, qualora il Suo legale abbia predisposto i vari ache sono serviti di volta in volta, per arrivare alla vendita del bene), avrà diritto a vedersi riconoscere rimborsati in sede di riparto del ricavato ed in prededuzione (e quindi prima ancora dei creditori privilegiati), i costi ad essi inerenti
Cordialità


Avv. Giuseppe Ruotolo


“No, in quanto in un caso come quello descritto la mancata soddisfazione del Suo credito non sarebbe conseguenza di un rigetto della Sua domanda, ma bensì di una mancata capienza della procedura esecutiva rispetto ai crediti intervenuti nelle stessa”.

Avv. Marco Verrini

Assolutamente no sig. Alberto! Analizzando attentamente quanto da Lei descritto, non incorrerebbe in una condanna alla spese di giudizio!

Nel caso di specie, può incorrere solo nella conseguenza negativa di non riuscire ad ottenere nulla dalla vendita dell’ immobile pignorato, qualora il suo ricavato fosse sufficiente solo a soddisfare i creditori privilegiati!!.

Però Le ricordo che, a prescindere dal risultato, è tenuto in ogni caso a versare al suo Avvocato il compenso per tutta l’ attività svolta da quest’ultimo per l’intervento nella procedura esecutiva.

 

Avv. Benedetto Farina

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