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L’art. 145 Cod. Ass.ni, richiede l’invio della doppia raccomandata per il caso di azione nei confronti del responsabile (al primo comma)  e per l’ipotesi di azione diretta nei confronti del proprio assicuratore (al secondo comma)

Il Tribunale di Firenze “così come non v’è dubbio alcuno che l’invio della raccomandata previsto nel primo comma sia a pena di improponibilità della domanda risarcitoria, non può esservi dubbio che soggiaccia alla sanzione dell’improponibilità l’invio prescritto nel secondo comma”.

Tra le due ipotesi v’è una sola irrilevante differenza”: “Nel primo caso (risarcimento “ordinario” ex art. 148 C.d.A.), la lettera raccomandata può essere inviata anche per conoscenza all’impresa di assicurazione, il che vuol dire che primo destinatario può essere l’una o l’altra compagnia (..) indifferentemente”; Nel secondo caso (risarcimento “diretto” ex art. 149 C.d.A.), invece, primo destinatario è, senz’altro, la propria compagnia assicuratrice, proprio perché trattasi della procedura di risarcimento diretto, per cui la compagnia dell’altro veicolo è secondo destinatario (per conoscenza)”.

Viene chiarito come con l’espressione “per conoscenza” non vuole intendere una scelta “facoltativa”: “la ratio dell’espressione “per conoscenza” è tutt’altra” e, in particolare, è quella di individuare quale delle due assicurazioni debba essere considerata la “prima destinataria” della richiesta e quale la “seconda”.

Pertanto, l’invio della raccomandata a tutte le assicurazioni coinvolte nel sinistro è un requisito di proponibilità dell’azione.

Tribunale, Firenze, sez. II civile, sentenza 08/05/2018

 

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Con sentenza n°1099/2018 del 29/05/2018, il Giudice di Pace di Bari - Avv. Maria Liotine, ha accolto la domanda proposta dall'acquirente di una vettura usata contro il rivenditore, citato in giudizio per aver scalato i chilometri dalla vettura poi rivenduta.

Il Giudice rileva indizi gravi, precisi e concordanti in merito all'individuazione nella concessionaria convenuta quale autore materiale della manomissione......ritenendo sussistenti i requisiti dei raggiri di cui all'art. 1439 c.c. e conclude affermando che "non vi è alcun dubbio che vi sia stata la manomissione del contachilometri dell'auto".