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ADR - a cura dell'avv. Vanessa Novelli

 

Con il termine ADR (Alternative Dispute Resolutions) si indica una serie di procedure alternative alla giurisdizione per risolvere le problematiche insorte.

In particolare, nell’ambito del diritto dei consumatori, si hanno diverse procedure conciliative:

 

1. LA CONCILIAZIONE PARITETICA.

 

Si basa su protocolli sottoscritti tra le Associazioni dei consumatori e la singola azienda o Associazione di categoria che stabiliscono le regole cui le parti devono attenersi per risolvere le singole controversie. La Commissione di Conciliazione è composta pariteticamente da due conciliatori, l’uno in rappresentanza dell’azienda e l’altro in rappresentanza dell’utente consumatore. Occorre prima inviare all’azienda un reclamo scritto :se a questo non viene data risposta o quest’ultima viene ritenuta insoddisfacente da parte del consumatore, questo ultimo ha la possibilità di adire la procedura conciliativa de quo, la quale deve essere conclusa nel termine stabilito nel protocollo di intesa di cui in premessa. Il consumatore può partecipare di persona alla procedura o decidere di recedere e/o di accedere al sistema giudiziario così come ha la possibilità di accettare o meno la proposta formulata dalla Commissione. Ogni argomentazione, informazione o proposta relativa alla controversia è soggetta a riservatezza. Il verbale dell’accordo ha l’efficacia giuridica di accordo transattivo ai sensi dell’ articolo 1965 del codice civile.

 

2. LA PROCEDURA CONCILIATIVA PRESSO IL SERVIZIO DELL’AUTORITA’ ( autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico): TICO.

 

Da gennaio 2017, i clienti di energia elettrica e gas, domestici e non , inclusi i prosumer- coloro che sono allo stesso tempo produttori e consumatori di energia elettrica- previa presentazione all’operatore di reclamo scritto, con risposta parziale o non soddisfacente, sono obbligati ad effettuare la conciliazione de quo, entro un anno dall’invio del reclamo-che diventano 50 giorni nel caso di mancata risposta da parte dell’operatore entro 40 giorni al reclamo con diritto da parte del consumatore ad un indennizzo di Euro 20,00. Tale procedura ,che deve concludersi nel termine di 90 giorni, si configura quale condizione indispensabile per poi avviare la azione giudiziale. Il verbale di accordo, eventualmente raggiunto, ha valore di titolo esecutivo tra le parti. Il primo incontro deve svolgersi entro 30 giorni dalla domanda e non prima di 10 giorni dalla relativa comunicazione alle parti. Si considererà come tentativo di conciliazione l’incontro svolto senza il raggiungimento di un accordo o in caso di mancata comparizione della controparte- che potrà dare luogo ad eventuali

procedimenti sanzionatori nei confronti dell’operatore inadempiente-. Il consumatore può richiedere al Giudice l’emanazione di provvedimenti urgenti e cautelari a suo favore. Nel caso in cui il consumatore nella domanda presentata al Servizio conciliazione documenti la sospensione della fornitura per una fattura contestata tempestivamente con il reclamo, il primo incontro dovrà avvenire entro 15 giorni dalla domanda e non prima di 5 giorni dalla relativa comunicazione alle parti:la parte non potrà chiedere il rinvio dell’incontro, ipotesi prevista invece nei casi standard.

 

3. LA PROCEDURA CONCILIATIVA PRESSO LA AGCOM ( autorità per le garanzia enelle comunicazioni).

 

Si attua per problematiche relative alla telefonia e le telecomunicazioni. Il ricorso in sede giurisdizionale non è proponibile fino a quando non sia stato esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione dinanzi al CORECOM ( comitato regionale per le comunicazioni) munito di delega a svolgere la funzione conciliativa, competente per territorio relativamente al luogo in cui è ubicata la postazione fissa ad uso dell’utente finale ovvero al domicilio indicato dall’utente al momento della conclusione del contratto o in mancanza alla sua residenza o alla sua sede legale. La procedura conciliativa deve concludersi nel termine di 30 giorni a partire dalla proposizione della relativa istanza. Scaduto tale termine, le parti possono procedere giudizialmente. Se la conciliazione ha esito positivo, si redige un verbale, che costituisce titolo esecutivo, nel quale oltre ai punti controversi, se ne esplica il contenuto dando atto dell’accordo raggiunto. Nel caso invece in cui l’esito sia negativo, in quanto non viene raggiunto l’accordo su tutti o alcuni dei punti controversi, il responsabile del procedimento redige un verbale sintetico sull’oggetto della controversia, sottoposta a tentativo di conciliazione con esito negativo, e nel verbale le parti o indicano l’eventuale soluzione parziale sulla quale concordano o la propria proposta. L’utente può o nel corso della procedura o nell’istanza chiedere al Corecom l’adozione di provvedimenti temporanei per garantire la continuità dell’erogazione del servizio o per far cessare forme di abuso o scorretto funzionamento da parte dell’operatore . Il

Corecom , entro 10 giorni dal ricevimento della richiesta, con atto motivato adotta un provvedimento temporaneo ovvero rigetta la richiesta inviando copia della decisione alle parti. Gli operatori eseguono i provvedimenti entro il termine indicato comunicando le attività espletate al responsabile del procedimento; in caso di inottemperanza il corecom competente informa la Direzione comunicando gli esiti delle verifiche svolte. Il contravventore è punito ai sensi dell’art.1 comma 31 legge n.481 del 1995.

Tali procedure sono gratuite eventualmente l’utente consumatore assistito dalle Associazioni dei consumatori dovrà pagare l’iscrizione annuale alla Associazione prescelta.

 

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-THE PROFESSIONAL NETWORK IN THE WORLD-

Il network nasce dall’esigenza di garantire, alla propria clientela, assistenza legale anche fuori dal territorio italiano, così da poter curare gli interessi di italiani all’estero e di cittadini stranieri in Italia.

The network comes from the need to guarantee legal assistance to its customers even outside the Italian territory, in order to prevent the interests of Italian citizens abroad and foreign citizens in Italy.

Dopo il successo del progetto nazionale, è nata la necessità di spingersi al di fuori dei confini italiani, anche a seguito delle richieste della clientela, nonché degli avvocati operanti negli altri Paesi.

Following the success of the national project, it became necessary to go outside the Italian borders, also due to customer requests, as well as lawyers working in other countries.

 

Ciò nonostante si è deciso di creare un “ Professional Network”, che garantisca un alto tasso di professionalità alle aziende e/o ai privati che si affideranno alla rete di professionisti che lo compongono.

Nevertheless, it was decided to create a "Professional Network", which guarantees a high level of competence to the companies and / or individuals that rely on the network of experts that arrange it.

 

 Il “ Professional Network” è l’espressione dell’evoluzione di una professione qual’è quella legale, che pone alla base del progetto non più il singolo studio legale, ma l’intera rete dei professionisti che vi aderiscono.

The "Professional Network" is an expression of the evolution of what the legal profession is, which puts the basis of the project. It is no longer the single lawyer, but the entire network of experts who join the project.

 

 Per aderire al network è necessario l’invio di una specifica richiesta al seguente indirizzo email: network@studiolegaledcb.com

To join the network you need to send a specific request to the following email address : network@studiolegaledcb.com

 

Nazione

Country

Cognome e None

Last name and First name

Indirizzo

Address

E-mail

e-mail

 

Sito web

website

Italia

Avv.ti Di Comite/Bracco

Via S.Lioce n°80/E – 70124 Bari

info@studiolegaledcb.com

www.studiolegaledcb.com

Spagna

Avv. Luigi Nazzaro

Puente Verde 4 – 18008 Granada

lnazzaro@agaz.es

www.agaz.es

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Occupandosi di una controversia avente ad oggetto il mancato pagamento di spese condominiali, la Corte di Cassazione Civile, con ordinanza 25/01/2018 n° 1838, ha ribadito i seguenti principi:


a) "Sussiste, in forza dell'art. 1130 c.c., nn. 1) e 3), e art. 1131 c.c., la legittimazione dell'amministratore di condominio, senza necessita' di autorizzazione o ratifica dell'assemblea, ad agire ed a chiedere, percio', l'emissione del decreto ingiuntivo previsto dall'art. 63 disp. att. c.p.c., .. contro il condomino moroso per il recupero degli oneri condominiali, una volta che l'assemblea condominiale abbia deliberato sulla loro ripartizione (cfr. Cass. Sez. 2, 09/12/2005, n. 27292; Cass. Sez. 2, 05/01/2000, n. 29)"


b) "nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo concernente il pagamento di contributi per spese, il condominio soddisfa l'onere probatorio su esso gravante con la produzione del verbale dell'assemblea condominiale in cui sono state approvate le spese, nonche' dei relativi documenti (Cass. Sez. 2, 29 agosto 1994, n. 7569). Infatti, la delibera di ripartizione delle spese "costituisce..titolo sufficiente del credito del condominio e legittima non soltanto la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino ..nel processo oppositorio .., il cui ambito e'.. ristretto alla verifica della (perdurante) esistenza della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere" (Cass. Sez. U., 18 dicembre 2009, n. 26629; Cass. Sez. 2, 23/02/2017, n. 4672).

 
c) "Nello stesso giudizio di opposizione, il condomino opponente non puo' far valere questioni attinenti alla validita' della delibera condominiale di approvazione dello stato di ripartizione ..ma solo questioni riguardanti l'efficacia di quest'ultima". In particolare, non puo' eccepirsi ne' la "mancata comunicazione delle delibere assembleari di approvazione e ripartizione delle spese ai condomini assenti ex art. 1137 c.c." (cfr. Cass. Sez. 6 - 2, 11/08/2017, n. 20069; Cass. Sez. 2, 22/05/1974, n. 1507), ne' "l'annullabilita' delle deliberazioni poste a fondamento dell'ingiunzione di pagamento" per omessa convocazione alla relativa Assemblea, "trattandosi di vizio invocabile ..con l'impugnazione ex art. 1137 c.c., e non di doglianza che possa formare oggetto di eccezione nel giudizio di opposizione" (Cass. Sez. 2, 07/11/2016, n. 22573; Cass. Sez. 2, 01/08/2006, n. 17486).


d) "Il giudice deve ..accogliere l'opposizione solo qualora la delibera condominiale ..abbia perduto la sua efficacia, per esserne stata l'esecuzione sospesa dal giudice dell'impugnazione, ex art. 1137 c.c., comma 2, o per avere questi, con sentenza sopravvenuta alla decisione di merito nel giudizio di opposizione ancorche' non passata in giudicato, annullato la deliberazione "(Cass. Sez. 2, 14/11/2012, n. 19938).

 

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Con la legge di bilancio 2018, il Legislatore è intervenuto novellando il testo della l. 890/1982.

Il più rilevante riguarda l'introduzione di un comma 3 al primo articolo della legge, il quale, con riferimento al servizio postale, prevede: “3. Il servizio deve essere erogato da operatori postali in possesso della licenza di cui all'articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, e deve rispettare gli obblighi di qualita` minima stabiliti dall'Autorita` per le garanzie nelle comunicazioni ai sensi della legge 4 agosto 2017, n. 124".

Ed ancora, “Il rilascio della licenza individuale per i servizi riguardanti le notificazioni di atti a mezzo della posta e di comunicazioni a mezzo della posta connesse con la notificazione di atti giudiziari di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890, nonché per i servizi riguardanti le notificazioni a mezzo della posta previste dall'articolo 201 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, deve essere subordinato a specifici obblighi del servizio universale con riguardo alla sicurezza, alla qualità, alla continuità, alla disponibilità e all'esecuzione dei servizi medesimi.”

 

Altre novità riguardano:

l'art. 3 della disposizione, la quale adesso prevede:

“Per le notificazioni di atti in materia civile e amministrativa effettuate prima dell'iscrizione a ruolo della causa, o del deposito del ricorso, l'avviso di ricevimento deve indicare come mittente la parte istante o il suo procuratore quando sia stato gia` nominato.

Per le notificazioni in materia penale e per quelle in materia civile e amministrativa effettuate in corso di procedimento, sull'avviso di ricevimento e sul piego devono essere indicati come mittenti, con indicazione dei relativi indirizzi, ivi compreso l'indirizzo di posta elettronica certificata ove il mittente sia obbligato per legge a dotarsene, la parte istante o il suo procuratore o l'ufficio giudiziario, a seconda di chi abbia fatto richiesta della notificazione all'ufficiale giudiziario. In ogni caso il mittente che non sia gravato dall'obbligo di cui al periodo precedente puo` sempre indicare un indirizzo di posta elettronica certificata ai fini della trasmissione della copia dell'avviso di ricevimento ai sensi dell'articolo 6. Nei casi in cui il cancelliere deve prendere nota sull'originale del provvedimento dell'avvenuta notificazione di un atto di impugnazione o di opposizione, la ricevuta di ritorno deve indicare come mittente l'ufficiale giudiziario tenuto a dare avviso dell'impugnazione o dell'opposizione.”

 

Adesso vi è l'obbligo nell'indicazione del mittente di annotare anche l'indirizzo PEC per i soggetti che, in virtù di altre disposizioni normative, sono obbligati a dotarsene.

 

ll nuovo comma 4 dell'art. 7, prevede che “4. Se il destinatario o le persone alle quali puo` farsi la consegna rifiutano di firmare l'avviso di ricevimento pur ricevendo il piego, ovvero se il destinatario rifiuta il piego stesso o di firmare documenti attestanti la consegna, il che equivale a rifiuto del piego, l'operatore postale ne fa menzione sull'avviso di ricevimento indicando, se si tratti di persona diversa dal destinatario, il nome ed il cognome della persona che rifiuta di firmare nonche´ la sua qualita`, appone la data e la propria firma sull'avviso di ricevimento che e` subito restituito al mittente in raccomandazione, unitamente al piego nel caso di rifiuto del destinatario di riceverlo. Analogamente, la prova della consegna e` fornita dall'addetto alla notifica nel caso di impossibilita` o impedimento determinati da analfabetismo o da incapacita` fisica alla sottoscrizione.”

 

Importante, per ultimo è il nuovo art. 8, che regolamenta  l' ipotesi di assenza del destinatario, arricchito di aspetti innovativi, come ad esempio, quello della possibilità di ritirare il plico in giacenza con modalità telematica.

 

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Relativamente alle domane per gli incentivi fiscali alla degiurisdizionalizzazione, le parti che hanno corrisposto, nel corso del 2017, un compenso agli avvocati in procedimenti di negoziazione assistita conclusi con successo o di arbitrati chiusi con lodo, devono presentare le richieste nella finestra temporale compresa tra il 10 gennaio e il 10 febbraio prossimo, utilizzando la procedura online prevista dal decreto interministeriale 30 marzo 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 1° aprile 2017.

Il provvedimento, in particolare, modifica il precedente decreto 23 dicembre 2015, attuativo dell’art. 21-bis che prevede incentivi fiscali alla degiurisdizionalizzazione del dl n. 83/2015.

La norma primaria prevede, nel dettaglio, che, una volta presentata la domanda, il ministero della giustizia comunica all’interessato l’importo del credito spettante per ciascuno dei procedimenti andati a buon fine, fino a un massimo di 250 euro. Con il decreto 30 marzo vengono invece aggiornate le previsioni in merito alle modalità di presentazione della richiesta di credito di imposta per le parti che hanno corrisposto, nell’anno precedente la presentazione della domanda, ai sensi del dl n.132/2014, un compenso agli avvocati abilitati ad assisterli nel procedimento di negoziazione assistita concluso con successo o di arbitrato concluso con lodo.

La presentazione delle domande deve avvenire utilizzando la procedura online, disponibile sul sito Internet del ministero della giustizia (www.giustizia.it).

È necessario, preliminarmente, registrarsi nel sistema, inserendo i dati anagrafici e password.

Il decreto 30 marzo 2017, nel dettaglio, prevede che la trasmissione delle domande deve essere effettuata, a decorrere dall’anno 2018, dal 10 gennaio al 10 febbraio di ogni anno, riferendosi all’anno precedente rispetto alla presentazione della richiesta di credito di imposta. Il limite di spesa annuo è pari a cinque milioni di euro a decorrere dal 2016. Entro il mese di marzo dell’anno successivo alla presentazione della richiesta, l’Agenzia delle entrate trasmette al ministero della giustizia, con modalità telematiche, l’elenco dei soggetti che hanno utilizzato il credito di imposta attraverso le dichiarazioni dei redditi e i modelli F24 ricevuti nell’anno precedente, con i relativi importi.

Con risoluzione n. 40 del 20 maggio 2016, l’Agenzia delle entrate ha invece istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, mediante il modello F24, del credito di imposta relativo agli incentivi fiscali alla degiurisdizionalizzazione.

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E' possibile consultare i fascicoli dei procedimenti pendenti, seguendo lo schema qui di seguito riportato

 

Si ricorda che tale modalità consente una vista soltanto parziale dei dati, ossia limitata ad alcune informazioni del fascicolo

 

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Il nuovo proprietario di un immobile in condominio può comunicare l'avvenuto trasferimento di un diritto oltre che tramite la trasmissione della copia autentica dell'atto di cessione, anche mediante la c.d. dichiarazione di avvenuta stipula rilasciata dal notaio rogante, purché essa risulti provvista di tutte le indicazioni utili all'amministratore ai fini della tenuta del registro dell'anagrafe condominiale.

Quest'ultima rappresenta una valida alternativa alla trasmissione della copia autentica dell'atto che determina il trasferimento da parte dell'interessato.

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A seguito dell'obbligo del preventivo scritto stabilito dall'art. 13, comma 5, della L. 247/2012, come modificato dalla legge sulla concorrenza n. 124/2017, nonché dall'art. 27 del Codice Deontologico Forense, il Consiglio Nazionale Forense ha messo a disposizione un software che provvede a redigere un preventivo di massima.

Riportiamo, qui di seguito, il link:

http://www.consiglionazionaleforense.it/software-per-l-indicazione-del-compenso-di-massima

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“attraverso il decreto ingiuntivo l'attore ha scelto la linea deflattiva coerente con la logica della efficienza processuale e della ragionevole durata del processo; é l'opponente che ha il potere e l'interesse a introdurre il giudizio di merito, cioè la soluzione più dispendiosa, osteggiata dal legislatore con il decreto legislativo n. 28 del 2010. Deriva da quanto precede, pertanto, che è sull'opponente che deve gravare l'onere della mediazione obbligatoria prevista quale condizione di procedibilità del giudizio dall'articolo 5 del decreto legislativo n. 28 del 2010 perché è l'opponente che intende precludere la via breve, per percorrere la via lunga. La diversa soluzione (porre il relativo onere a carico del creditore) sarebbe palesemente irrazionale, perché premierebbe la passività dell'opponente e accrescerebbe gli oneri della parte creditrice. (Del resto - ha concluso la propria indagine la Suprema corte -non si vede a quale logica di efficienza risponda una interpretazione che accolli al creditore del decreto ingiuntivo l'onere di effettuare il tentativo di mediazione, quando ancora non si sa se ci sarà opposizione allo stesso decreto ingiuntivo)”

 

 - Cass.Civ. 03/12/2015 - n. 24629 -

 

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