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RISARCIMENTO DIRETTO:IMPROPONIBILE LA DOMANDA SENZA LA DOPPIA RACCOMANDATA

L’art. 145 Cod. Ass.ni, richiede l’invio della doppia raccomandata per il caso di azione nei confronti del responsabile (al primo comma)  e per l’ipotesi di azione diretta nei confronti del proprio assicuratore (al secondo comma)

Il Tribunale di Firenze “così come non v’è dubbio alcuno che l’invio della raccomandata previsto nel primo comma sia a pena di improponibilità della domanda risarcitoria, non può esservi dubbio che soggiaccia alla sanzione dell’improponibilità l’invio prescritto nel secondo comma”.

Tra le due ipotesi v’è una sola irrilevante differenza”: “Nel primo caso (risarcimento “ordinario” ex art. 148 C.d.A.), la lettera raccomandata può essere inviata anche per conoscenza all’impresa di assicurazione, il che vuol dire che primo destinatario può essere l’una o l’altra compagnia (..) indifferentemente”; Nel secondo caso (risarcimento “diretto” ex art. 149 C.d.A.), invece, primo destinatario è, senz’altro, la propria compagnia assicuratrice, proprio perché trattasi della procedura di risarcimento diretto, per cui la compagnia dell’altro veicolo è secondo destinatario (per conoscenza)”.

Viene chiarito come con l’espressione “per conoscenza” non vuole intendere una scelta “facoltativa”: “la ratio dell’espressione “per conoscenza” è tutt’altra” e, in particolare, è quella di individuare quale delle due assicurazioni debba essere considerata la “prima destinataria” della richiesta e quale la “seconda”.

Pertanto, l’invio della raccomandata a tutte le assicurazioni coinvolte nel sinistro è un requisito di proponibilità dell’azione.

Tribunale, Firenze, sez. II civile, sentenza 08/05/2018